Curare l’acne con i farmaci

Problema tipico dell’età adolescenziale ma diffuso spesso anche tra gli adulti, l’acne può essere curata con antibiotici ad azione topica che arrestano la proliferazione batterica e esercitano un’azione anti-infiammatoria sulla zona colpita.

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Curare l'acne con i farmaci

Curare l’acne con i farmaci

Caratterizzata da manifestazioni sintomatologiche evidenti come papule, comedoni, cisti e – nei casi più gravi – cicatrici che coinvolgono il derma, l’acne può essere distinta in acne esogena e acne endogena: la prima è contraddistinta da dermatosi clinica, e nella maggior parte dei casi è dovuta alla contaminazione di una sostanza tossica per la pelle; la seconda, detta anche giovanile o vulgare, solitamente compare per motivi ambientali (lo stress o un regime alimentare scorretto) o ereditari. Insomma, l’acne che comunemente vediamo comparire nei soggetti in età puberale e adolescenziale, e che interessa il viso, il tronco e le spalle, è l’acne endogena, dovuta spesso a un’eccessiva produzione di ormoni androgeni che determinano una secrezione sebacea superiore alla norma, e di conseguenza la comparsa dei comedoni, da cui poi deriva il brufolo.

La Clindamicina e il Metronidazolo 

Il trattamento farmacologico dell’acne può essere effettuato con prodotti diversi. Normalmente si ricorrere ad antibiotici ad azione topica come la Clindamicina. Si tratta di un antibiotico che contribuisce ad arrestare la sintesi proteica responsabile della proliferazione batterica: la sua azione è batteriostatica, e – in caso di dosaggi elevati – battericida. Occorre prestare attenzione, tuttavia, agli effetti collaterali, che normalmente si concretizzano in irritazione, secchezza e bruciore della zona in cui vengono applicati. Per la profilassi dell’acne, poi, esistono altre classi farmaceutiche a disposizione: per esempio il Metronidazolo, che risulta efficace specialmente nel trattamento dell’acne rosacea, in virtù del suo potere anti-infiammatorio contro il Demodex brevis, protozoo comunemente chiamato acaro.

I retinoidi

I retinoidi come la tretinoina, invece, sono farmaci dermatologici che agevolano il ricambio cellulare e la desquamazione dei cheratinociti. E’ questa la ragione per cui nelle prime fasi del trattamento sembra di assistere a un peggioramento della situazione, salvo poi verificare che gli effetti terapeutici si concretizzano sul medio e lungo termine. Tali prodotti, pur avendo un assorbimento a livello cutaneo inferiore al 10 %, possono anche essere applicati sulla pelle danneggiata dalla luce del sole, grazie alla loro capacità di promuovere la produzione di collagene e ai loro effetti benefici sulla solidità dei vasi sanguigni. Per quel che riguarda le modalità di applicazione, la tretinoina deve essere applicata sulla pelle asciutta, facendo attenzione – però – a evitare zone delicate come occhi, labbra, narici e mucose in generale. Durante il trattamento è consigliabile non esporsi direttamente alla luce del sole, in quanto si tratta di una molecola decisamente foto-sensibile.

L’isotretinoina

Un principio attivo appartenente alla categoria dei retinoidi altrettanto efficace nel trattamento dell’acne è l’isotretinoina, utile specialmente nelle terapie relative all’acne cistica. Anche in questa situazione è opportuno verificare i possibili effetti collaterali, visibili, oltre che a livello di pelle irritata, anche nell’effetto teratogeno che potrebbe mantenersi per diverso tempo anche dopo la fine del trattamento: si tratta, infatti, di un farmaco che viene espulso con molta lentezza.

Il perossido di benzoide e l’acido azelaico

Antimicrobici a uso topico sono l’acido azelaico e il perossido di benzoide, mentre altrettanto validi sono i corticosteroidi a uso topico. Si tratta di farmaci dermatologici, disponibili sotto forma di creme, unguenti, gel e lozioni, dal potere anti-infiammatorio, applicati oltre che per l’acne anche in caso di dermatite allergica e dermatite seborroica. Gli effetti collaterali in questo caso sono limitati a livello locale (con ipertricosi e atrofia cutanea) ma molto rari. Tali prodotti, inoltre, vengono impiegati anche in caso di acne cistica (solitamente tramite iniezioni locali).

L’eritromicina, la tetraciclina e la sulfacetamide solforosa

Oltre agli antibiotici già citati, nella cura dell’acne risultano utili l’eritromicina, da applicare sulla zona infetta due volte al giorno (sotto forma di crema o gel), la tetraciclina (presenta nel Pensulvit), da applicare localmente due volte al giorno per non più di otto settimane consecutive, e la sulfacetamide solforosa, consigliata sia per l’acne comune che per l’acne rosacea.

Gli agenti cheratolitici

Da non sottovalutare, poi, è l’azione degli agenti cheratolitici, che contribuiscono ad alleviare la cheratosi, vale a dire l’ispessimento eccessivo del tessuto cutaneo: una patologia – che solitamente coinvolge le zone palmari – contrastata da podofillo, glicole propilenico e acido salicilico. Quest’ultimo, in particolare, solubilizza le proteine presente nelle cellule della pelle, e di conseguenza esercita un’azione desquamante.

Norme igieniche da seguire

Vale la pena di ricordare che, prima di sottoporsi a un trattamento terapeutico per la cura dell’acne fondato sull’assunzione di farmaci, è consigliabile mettere in pratica alcune norme comportamentali e igieniche che servono a prevenire l’acne o a accelerarne la guarigione quando è già presente. Per esempio, la pelle non deve essere soffocata con creme oleose, e va pulita con delicatezza utilizzando detergenti poco aggressivi e delicati. Il viso colpito da acne dovrebbe stare a contatto con i capelli il meno possibile, e naturalmente dovrebbe essere lasciato “in pace”: è vietato grattare e strofinare i foruncoli o si rischia la comparsa di cicatrici anche permanenti. Infine, occorre prestare attenzione alla pulizia della pelle: detergendola in maniera eccessiva, infatti, si rischia di eliminare lo strato lipidico che riveste la pelle e che la protegge.

Quando ricorrere ai farmaci

Quelli appena descritti sono comportamenti della vita quotidiana che risultano utili se l’acne è di lieve entità. L’opportunità di ricorrere a un trattamento farmacologico, indispensabile in alcune situazioni per evitare che questo problema si ripercuota anche a livello estetico, si palesa nel caso in cui i sintomi persistano per lungo tempo. È evidente, dunque, che il ricorso a qualsiasi tipo di medicinale non può prescindere da una precedente visita specialistica effettuata da un dermatologo, che tenga sotto controllo la malattia e ne monitori l’avanzamento.

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