Come curarsi con le erbe

A volte quando stiamo male è direttamente la Natura a darci una risposta. Come? Ma con le erbe, ovviamente!

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Come curarsi con le erbe

Curarsi con le erbe, panoramica

Incominciamo a parlare dell’argomento “curarsi con le erbe” facendo una doverosa specificazione: se soffrite di patologie gravi oppure se siete in gravidanza o se assumete già dei farmaci la cosa migliore da fare è sempre consultare prima il proprio medico: ora vi spieghiamo perchè. Non c’è infatti niente di diverso, a livello puramente concettuale, tra il curarsi con le erbe e prendere medicine: si parla sempre di principi attivi che agiscono in vario modo sul nostro organismo anche se, chiaramente, spesso e volentieri nei farmaci i principi attivi sono più concentrati e dunque più efficaci nel bene che nel male, cioè reazioni avverse ed effetti collaterali. Ma non solo: spesso alcune specialità da banco possono direttamente interagire con i preparati fitoterapici: in alcuni casi l’effetto del farmaco può essere aumentato, in altri diminuito, in altri casi invece il risultato sarà semplicemente imprevedibile. Fatte queste specificazioni, vi confermiamo quello che volevate sapere: cioè che curarsi con le erbe non è solo possibile ma spesso è consigliabile, specialmente per malanni ed acciacchi che più che un disturbo vero e proprio costituiscono un fastidio. Prima di vedere qualche esempio vi diciamo inoltre che dovrete bene informarvi sulla quantità di principio attivo standardizzato della pianta che volete utilizzare: dosi inadeguate possono non essere efficaci oppure, peggio ancora, causare dei danni anche gravi.

Curarsi con le erbe, qualche esempio

Ma veniamo al sodo. Da quali patologie è possibile curarsi con le erbe ? Non poche. Cominciamo da un disturbo che purtroppo affligge moltissime persone: la gastrite. Un eccellente rimedio per la gastrite è costituito dalla radice di una pianta inospettabile, cioè la liquirizia: 2-6 grammi al giorno di radice essiccata in pillole (150 grammi max di glicirrizina) prima dei pasti principali oppure 150 ml di infuso riusciranno a lenire sintomi dispeptici come bruciore, rigurgito o iperacidità. Inoltre la liquirizia è utilizzabile anche come espettorante per affezioni catarrali delle vie aeree superiori. Assolutamente non superare i 500 mg al giorno di glicirrizina per non più di 4 settimane di terapia, pena effetti collaterali gravi come le aritmie cardiache o l’ipertensione. Continuando nella nostra disamina riguardante il curarsi con le erbe scendiamo adesso un po’ sotto lo stomaco, e prendiamo in considerazione l’intestino: digestione eccessivamente lenta, meteorismo, stitichezza o spasmi? Ecco un ottimo alleato: il finocchio. Sotto forma di olio essenziale (3-5 gocce), di semi essiccati (1.5-2.5 grammi in tisana 3 volte al dì) o polvere in capsule (400 mg tre volte al dì, massimo 2 grammi) sicuramente i vostri disagi saranno alleviati, a meno che non siano causati da patologie flogistiche del tratto gastro-intestinale, nel qual caso il finocchio è controindicato. Tra gli effetti collaterali del finocchio, oltre alle reazioni crociate degli allergici alle Apiaceae ed alle Asteraceae,  attenzione a chi è affetto da tumori estrogeno-dipententi, come ad esempio alcuni tumori del seno. Curarsi con le erbe dunque? Si, ma sempre con molta attenzione.

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